Si è tenuto presso la sede milanese di 24ORE Business School il primo HR Impact Talks del 2026, dedicato alla Trasparenza Salariale: un appuntamento della Business Community Digit’Ed che ha visto la partecipazione dell'Avvocato Ciro Cafiero e di professionisti HR e manager per approfondire uno dei temi più rilevanti per il futuro del lavoro.
L’incontro ha preso avvio da una provocazione diretta al pubblico – “La vostra azienda è pronta a pubblicare le buste paga?” – per stimolare una riflessione immediata su un cambiamento ormai inevitabile: il passaggio da modelli retributivi opachi a sistemi strutturati, trasparenti e giustificabili.
Dalla normativa alla realtà aziendale
Al centro del confronto, la Direttiva europea 2023/970/UE, che introduce nuovi obblighi in materia di trasparenza e parità retributiva. Tra gli elementi chiave: il diritto all’informazione già in fase di selezione, l’obbligo di reporting sul gender pay gap e la necessità per le aziende di giustificare eventuali differenze salariali.
Un cambiamento che impatta concretamente processi e modelli organizzativi: dalla pubblicazione dei range retributivi nei job posting alla revisione dei sistemi di job grading, fino all’introduzione di strumenti strutturati per l’analisi dell’equità salariale.
Il valore economico dell'equità
L’analisi si è poi estesa ai dati OCSE, evidenziando come il tema non sia solo etico o reputazionale, ma anche economico e strategico. Il gender pay gap rappresenta infatti un costo significativo in termini di PIL e di potenziale inespresso, mentre la percezione di equità retributiva incide direttamente su attrattività, retention e employer branding.
Sempre più, inoltre, la trasparenza salariale entra nei parametri di valutazione ESG, diventando un elemento rilevante per investitori e stakeholder.
Equità retributiva e performance organizzativa
Un ulteriore focus ha riguardato il legame tra equità salariale e sostenibilità organizzativa. Sistemi retributivi equi contribuiscono a migliorare la produttività, ridurre l’assenteismo e rafforzare il benessere delle persone.
In questo contesto, le aziende sono chiamate a un ruolo sempre più attivo anche sul piano sociale, attraverso politiche di welfare e strumenti che favoriscano una maggiore partecipazione al lavoro, in particolare femminile, con impatti anche sul sistema previdenziale.
Un test di maturità per le organizzazioni
La trasparenza salariale emerge così come un vero e proprio test di maturità organizzativa. Non si tratta solo di adeguarsi a un obbligo normativo, ma di mettere in discussione la coerenza dei sistemi di valutazione, la qualità del management e la cultura aziendale.
Dalla definizione di strutture salariali chiare alla capacità di rispondere in modo trasparente alle richieste dei dipendenti, le aziende sono chiamate a costruire modelli retributivi basati su criteri oggettivi, dati affidabili e processi solidi.
Dall'obbligo all'opportunità
Il messaggio emerso con chiarezza nel corso dell’evento è che la trasparenza salariale rappresenta un cambio di paradigma: da vincolo normativo a leva strategica per rafforzare competitività e sostenibilità.
In questa prospettiva, le organizzazioni sono chiamate a scegliere se limitarsi alla compliance o cogliere l’opportunità di trasformazione, costruendo sistemi più equi, trasparenti e orientati al futuro.
Con gli HR Impact Talks, Digit’Ed continua a promuovere momenti di confronto su temi chiave per l’evoluzione delle organizzazioni, favorendo la diffusione di competenze e modelli capaci di generare valore per imprese e persone.
Con gli HR Impact Talks, Digit’Ed continua a promuovere momenti di confronto su temi chiave per l’evoluzione delle organizzazioni, favorendo la diffusione di competenze e modelli capaci di generare valore per imprese e persone.






















