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Capitale umano, valore pubblico.

Formare per innovare la PA
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Martedì 10 febbraio, presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani a Roma, si è tenuto l’incontro “Capitale umano, valore pubblico. Formare per innovare la PA”, promosso da Digit’Ed e Formiche, con l’obiettivo di mettere al centro del dibattito pubblico competenze e formazione come leve strategiche per la Pubblica Amministrazione e per l’intero Paese.

Un lavoro pubblico di valore

I lavori sono stati aperti da Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato, che ha sottolineato come la Pubblica Amministrazione sia la “spina dorsale dello Stato”, essenziale per la crescita economica e la fiducia nelle istituzioni. Per Ronzulli, servire lo Stato “deve tornare a essere la prima scelta”, restituendo dignità alle professioni pubbliche e valorizzando le professionalità e la classe dirigente.

Capitale umano e competenze al centro del dibattito

Nel panel istituzionale, i contributi dei relatori hanno evidenziato alcuni aspetti ricorrenti molto rilevanti legati alla crescita delle organizzazioni: nessuna innovazione può esistere senza competenza, e nessuna competenza senza formazione continua e strutturata.

  • Cristiano Cannarsa (Sogei) ha evidenziato come la digitalizzazione sia ormai strutturale: la sfida non è se digitalizzare, ma come usare le piattaforme, rendendo fruibili i dati e tracciabili i percorsi formativi, con impatti diretti su competenze e performance organizzative.
  • Fabrizio Curcio (Commissario per la ricostruzione): ha posto l’accento sulla centralità di innovazione, sicurezza e digitalizzazione organica, legate alla capacità di fornire servizi di qualità.
  • Renato Loiero (Presidenza del Consiglio dei Ministri): ha evidenziato il ruolo del Pnrr come leva per realizzare una digitalizzazione integrata e non frammentaria.
  • Marco Pietrucci (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane): formazione su larga scala e aggiornamento continuo come fattore competitivo.
  • Sergio Strozzi (Ministero Affari Esteri) ha richiamato l’importanza che Europa e Italia possano essere leader dell’innovazione, grazie alla formazione di esperti, alla diffusione di casi d’uso di AI e alla promozione delle migliori pratiche tecniche e operative, sia nelle imprese sia nella PA.
  • Mario Vitale (Digit’Ed), ha ribadito un punto essenziale: la formazione deve essere continua, accessibile “quando voglio e come voglio”, ma inserita in un sistema rigoroso di assessment e performance management.

La visione del Ministro Zangrillo

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha tenuto il keynote, ribadendo che “il punto di partenza è il capitale umano”: la PA italiana conta circa 3,4 milioni di dipendenti, con un’età media elevata e decenni di assunzioni bloccate unite all'uscita di 300mila persone. Per il Ministro, è necessario superare la logica dell’adempimento e restituire a ogni lavoratore pubblico il ruolo di protagonista, non di semplice numero.

Zangrillo ha messo in evidenza alcune direttrici strategiche:

  • Ridurre i tempi di reclutamento, con concorsi più rapidi e procedure digitalizzate.

  • Formazione continua e obbligatoria, indispensabile non solo per rafforzare le competenze tecniche, ma anche per sviluppare capacità trasversali, relazionali e di leadership, oggi sempre più decisive – come evidenziano anche le analisi del World Economic Forum.

  • Riforma del merito che renda percorsi di carriera legati ai risultati, con tempistiche operative già in discussione nel Parlamento.

  • Intelligenza Artificiale, come strumento da integrare nei processi per ridurre le attività ripetitive, liberare tempo e risorse e valorizzare ciò che resta insostituibile: il contributo umano, fatto di competenze, responsabilità e capacità decisionale.

Per Zangrillo, competenza e responsabilità vanno di pari passo: la PA deve saper generare valore pubblico in modo affidabile e responsabile verso i cittadini, ponendo la leadership pubblica al centro della trasformazione.

Verso una PA più forte e competitiva

Gli interventi del panel hanno confermato che competenze, digitalizzazione, gestione dei dati e formazione non sono elementi isolati, ma pilastri integrati per una PA moderna e competitiva. Solo attraverso un approccio organico alla formazione e alla valorizzazione delle persone sarà possibile trasformare la Pubblica Amministrazione in un vero motore di crescita per la società e l’economia italiana — con impatti concreti sulla sostenibilità della spesa pubblica, sulla riduzione delle inefficienze e sulla credibilità delle istituzioni.