Si è tenuto il 21 maggio presso 24ORE Business School l’evento conclusivo del “Managerial Cultural Path”, il percorso promosso da 4.Manager e Digit’Ed dedicato ai nuovi paradigmi della managerialità e al ruolo strategico della cultura d’impresa nella competitività delle organizzazioni.
Le trasformazioni che stanno ridefinendo le imprese
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che le grandi trasformazioni in corso – dall’intelligenza artificiale alla transizione sostenibile, fino all’evoluzione dei modelli organizzativi – stanno ridefinendo profondamente il modo in cui le imprese producono valore e affrontano la complessità. A confermarlo sono anche i dati presentati nel corso dell’evento: secondo ISTAT, l’utilizzo dell’AI nelle imprese italiane con almeno 10 addetti è raddoppiato in un anno, passando dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025, mentre il Gender Equality Index continua a collocare l’Italia sotto la media europea. Parallelamente, i dati INAIL evidenziano la centralità del tema della sicurezza sul lavoro, con oltre 387 mila infortuni riconosciuti nel 2024.
Un percorso per interpretare la nuova managerialità
Il progetto sviluppato da 4.Manager insieme a Digit’Ed ha proposto un percorso di riflessione e confronto articolato in quattro hub tematici – innovazione, crescita sostenibile, inclusione e bilanciamento organizzativo – con l’obiettivo di offrire a manager, imprese e stakeholder strumenti interpretativi per affrontare il cambiamento in modo integrato. L’evento finale “Dalle competenze alla cultura d’impresa” ha rappresentato il momento di sintesi del percorso, mettendo al centro il ruolo della cultura manageriale come leva strategica per costruire organizzazioni più evolute, resilienti e sostenibili.
Il contributo di esperti e professionisti
Al confronto hanno partecipato Alessandro Donadio, Filosofo del Lavoro, autore e TEDx Speaker; insieme a Debora De Nuzzo, consulente Corporate Wellbeing, Coach e Formatrice; Teresa Potenza, Giornalista e Poadcaster; Andrea Banfi, Horizontal Thinker e Communication & Learning Architec e Sofia Piermattei, Gender Equity & Inclusion Governance Legal Advisor; con il contributo di Giuseppe Torre, Docente e Responsabile scientifico dell’Osservatorio 4.Manager. Le conclusioni sono state affidate a Valter Quercioli, Presidente di Federmanager.
Nel corso degli interventi è emersa una visione condivisa: innovazione, sostenibilità, inclusione, sicurezza e benessere organizzativo non possono più essere affrontati come temi separati, ma rappresentano dimensioni interconnesse di una nuova cultura d’impresa, nella quale il management assume un ruolo centrale nella costruzione di visione, coerenza e capacità di adattamento.
Cultura manageriale come infrastruttura strategica
“Il percorso avviato da 4.Manager insieme a Digit’Ed segna l’inizio di una nuova fase di investimento sulla cultura d’impresa, che oggi rappresenta una leva strutturale, e non più accessoria, della competitività del sistema produttivo. In questo progetto abbiamo voluto mettere in relazione le trasformazioni più profonde che stanno attraversando le imprese offrendo una chiave di lettura integrata della cultura manageriale come infrastruttura strategica dell’innovazione”, ha dichiarato Stefano Cuzzilla, Presidente di 4.Manager.
“La trasformazione in atto è innescata dall’innovazione tecnologica, ma non si esaurisce in essa: al contrario, la rende più esigente sul piano organizzativo, delle competenze e dei modelli culturali. Le tecnologie stanno riconfigurando i processi produttivi, automatizzando attività e ridefinendo il contributo del lavoro umano, che diventa sempre più centrale nella capacità di interpretare contesti complessi, generare conoscenza e orientare le decisioni.
Le imprese sono chiamate a evolvere da sistemi di gestione delle risorse a ecosistemi di generazione di conoscenza, nei quali la qualità delle relazioni, la fiducia e la cultura condivisa diventano fattori produttivi a tutti gli effetti. Il patrimonio della cultura industriale italiana, fatto di saper fare, radicamento territoriale e capacità relazionale, può e deve rappresentare un vantaggio competitivo distintivo anche nell’economia della conoscenza e dell’intelligenza artificiale.
Cambia, di conseguenza, anche il ruolo della leadership: ai manager non è più richiesto soltanto di governare processi, ma di progettare contesti organizzativi in grado di apprendere, valorizzare le persone e abilitare la produzione di conoscenza collettiva. È su questa visione che 4.Manager intende continuare a investire, accompagnando imprese e manager in un percorso di trasformazione che integri innovazione tecnologica, evoluzione organizzativa e sviluppo culturale.”
Il ruolo della formazione nello sviluppo organizzativo
“Il tema dello sviluppo manageriale è diventato centrale perché la trasformazione in corso non riguarda soltanto le tecnologie, ma il modo stesso in cui le organizzazioni producono valore”, ha dichiarato Davide Vassena, CEO di Digit’Ed. “Con il Managerial Cultural Path abbiamo lavorato insieme a 4.Manager per costruire un percorso che aiutasse manager e imprese a leggere questa complessità in modo integrato, mettendo in relazione innovazione, sostenibilità, inclusione e benessere organizzativo. È questa la sfida della managerialità contemporanea”.
Con il Managerial Cultural Path, Digit’Ed conferma il proprio impegno nel promuovere percorsi di formazione e confronto dedicati all’evoluzione della leadership e delle organizzazioni, accompagnando imprese e manager nello sviluppo di competenze strategiche per affrontare le sfide del futuro.
















